giovedì 30 ottobre 2008

Incubo (prima parte)

Sgranai gli occhi. Dove diavolo sono finito? Lasciai correre lo sguardo per la stanza. Sedie, tavoli di mogano, riviste impilate su scaffali consunti. La sala era tutt'altro che spoglia. Contemplai i poster di David Bowie che tappezzavano le pareti, poi scorsi una finestra. Mossi qualche passo in quella direzione. Osservai le imponenti abitazioni del quartiere e mi resi conto di non conoscere affatto quel luogo. Ma come cazzo ci sono arrivato fin qui??? Mi avvicinai a una porta, la aprii e mi riversai in un corridoio immerso nel buio. Utilizzai il display del mio Motorola per farmi strada. Con il cuore che mi martellava nel petto e lo stomaco in subbuglio percorsi quell'androne angusto. D'un tratto incontrai un vasto portone. Tentai di aprirlo, ma fu tutto inutile. Feci per voltarmi e tornare nella stanza, quando avvertii dei passi alle mie spalle. Impallidii. E ora chi è? Devo scappare? Contrassi le labbra. "C'è qualcuno...?", esordii. Battei le nocche della mano destra su una parete granulosa, fino a farle sbiancare. "Ehi, chi sei???". "Arghhhhh!!!". Ottenni un grugnito in risposta. Un brivido mi percorse la spina dorsale. Qualcosa mi diceva che non si trattava di un essere umano. Alcuni secondi dopo mi balzò in mente l'idea di barricarmi nella sala, ma la scartai: dovevo fuggire da lì, dovevo fare ritorno nella mia città. Avrei atteso che quell'uomo (o qualunque cosa fosse) giungesse da me...

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