domenica 11 gennaio 2009

Destini che si intrecciano (prima parte)

Eccovi la prima parte della mia fanfiction pubblicata sul n° di ottobre 2008 di Series - Il mondo dei telefilm!!!
Phoebe scagliò un paletto contro il vampiro, rovinato a terra, nel goffo tentativo di colpirlo al petto. Ma questi, prima che potesse raggiungerlo, balzò in piedi e sgusciò via. “Oh, no. Anche lui ci è sfuggito. Questa non ci voleva”, fece Paige fiacca, con aria di rassegnazione. “Già”, le fece eco Piper. Phoebe si avvicinò alle sorelle. “Ehi, ragazze, su con il morale! Adesso sappiamo che si nascondono nella vecchia fabbrica in Madison Street. E’ già un primo passo, no?”. Paige corrugò le labbra. “Beh, sì, ma… c’è da dire che questa setta di vampiri è molto forte. E… non ci è capitato spesso di fronteggiare dei <>, noi siamo abituate a combattere demoni”. “Esatto” intervenne Piper “e non credo che nel Libro delle Ombre ci sia una formula per rispedirli nel loro inferno”. Phoebe si frappose tra le sue sorelle e, con le braccia, cinse loro le spalle. “Vedrete che troveremo una soluzione”, disse, abbozzando un sorriso, speranzosa. Le sorelle Halliwell assieme, fianco a fianco, si allontanarono a passo svelto da quel quartiere desolato, malfamato. Buffy era distesa su un logoro asciugamano, in spiaggia. Sfoggiava un fisico longilineo e, al tempo stesso, statuario, dovuto certamente ai lunghi pomeriggi, che tuttora trascorreva assieme al signor Giles ad allenarsi. Sfogliava una copia del nuovo numero di “People”, in cerca di qualche succulenta notizia di gossip, che avrebbe appagato il suo bisogno di pettegolezzi. All’improvviso, al suo fianco, si materializzò Willow. “Che fai? Ti diverti, osservando bei ragazzi?”. Buffy non poté fare a meno di sorridere. “Sto dando un’occhiata ad una rivista”. Willow sollevò gli occhi sulla spiaggia e vi lasciò vagare lo sguardo. “Io e Xander stavamo facendo un bagno e… volevo chiederti se ti andrebbe di raggiungerci…”. Buffy assunse un’aria meditabonda. “Ehm… forse più tardi”. Levò lo sguardo sul viso di Willow. “Okay?”. La ragazza annuì. “D’accordo”. Poi Willow fece per voltarsi, ma mosse un passo verso Buffy e le sedette accanto, sulla sabbia umida. Chinò il capo di lato. “Che hai? Temi che anche qui, a San Francesco, ci siano vampiri?”, le chiese in tono premuroso. Buffy voltò una pagina della rivista, poi la spinse da parte e contemplò a lungo Willow negli occhi. “E’ scritto forse sulla mia fronte!? Possibile che io sia un libro aperto per te!?”, proruppe l’ammazzavampiri. Un ampio sorriso di compiacimento fiorì sulle labbra di Willow. “Beh, sai, ora sono una dea…!”. Esplosero entrambe in una fragorosa risata. Dopo la ragazza scattò nuovamente in piedi e si fece seria. “In ogni modo credo che tu non ti debba preoccupare. Goditi questi giorni di vacanza, rilassati. Pensa che, quando torneremo a casa, dovremo riprendere la lotta contro le forze del male”. “Grazie, ora va meglio”, ribatté Buffy, ironica, inarcando le sopracciglia. “Andiamo, hai capito quello che intendo…”, rispose Willow, portandosi le mani lungo i fianchi con grazia. “Beh… sì”. La cacciatrice stirò le labbra in un largo sorriso, ma tirato, finto. Poi si sistemò una ciocca di capelli dietro l’orecchio destro. “Va bé, ora che ho compiuto il mio dovere di buona amica, vado…”. Willow si voltò e si incamminò lungo la riva con passo felpato. Buffy rimase sola, immersa nei propri pensieri, e sospirò, conscia del fatto che neppure le parole dell’amica fossero riuscite a dissipare i suoi timori. Le sorelle Halliwell erano nella soffitta della loro villa vittoriana. Phoebe, che sedeva su una sedia consunta e sgangherata, posta in un polveroso angolo della sala, aveva il Libro delle Ombre poggiato delicatamente sulle ginocchia e lo sfogliava con occhi spenti e con un’espressione annoiata dipinta in viso. Paige scrutava inerte il panorama, che si estendeva innanzi all'unica finestra della stanza, reprimendo, di tanto in tanto, uno sbadiglio. Piper era rannicchiata su una lacera panca, in attesa che Phoebe trovasse una maniera per annientare il manipolo di vampiri, che poco prima avevano affrontato, le gambe accavallate, le braccia intrecciate sul petto. Inaspettatamente le pagine del magico libro presero a voltarsi e Phoebe trasalì, emettendo un gridolino di sorpresa. Quando si fermarono, la ragazza lesse con voce pacata: <>. Quando ebbe terminato, Phoebe sollevò gli occhi dalla pagina e fissò a lungo le sorelle, attonita. "L'avreste mai detto? Non siamo le sole ad essere destinate a distruggere il male! Ce n'è anche un'altra! Certo, non è una strega, ma ha la nostra stessa missione e... credo ci occorra il suo aiuto!" "E come la rintracciamo?", disse Piper con aria interrogativa, impassibile. "Potremmo utilizzare il pendolo...", propose Paige, distogliendo gli occhi dalla finestra. Phoebe scrollò le spalle. "Ehm... sì, potrebbe andare. Perché no?" "D'accordo. Allora io prendo la carta geografica...", fece Piper, alzandosi e boccheggiando. "...Ed io prendo il pendolo", articolò Paige, dirigendosi verso un logoro baule. Dopo che ebbero preso il necessario, le sorelle localizzarono la Cacciatrice e scoprirono che si trovava proprio a San Francisco, in spiaggia, per la precisione.

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