giovedì 15 gennaio 2009

Un particolare ragazzo atessano (pt.1)

Eccovi la prima parte di un racconto che ho redatto la scorsa estate...
1 Quando la professoressa Biagiotti, che, appena entrata in aula, stava facendo l’appello, mi chiamò a gran voce, io, assorto nei miei pensieri, non la udii. “Cinalli!!! CINALLI!!!”, ripeté. D’improvviso qualcuno mi urtò con una gomitata e mi riscossi. Mi voltai e notai che Giuliano, il mio compagno di banco, mi stava facendo un cenno col capo. Non riuscii a capire cosa cercasse di dirmi, lo guardai un istante con aria interrogativa e strinsi gli occhi, inclinando leggermente il capo di lato. “Che c’è?”, mormorai. “La prof. ti sta chiamando”, rispose. Alzai lo sguardo verso la cattedra e scorsi la Biagiotti, che mi contemplava con aria truce, la fronte e le sopracciglia corrugate. “Oggi abbiamo la testa fra le nuvole?”, tuonò lei. Trattenni a stento un’imprecazione e sollevai una mano, accennando persino un sorriso. “Sono presente”. “Bene”, ribatté. Poi chinò il capo e tornò a scorrere l’elenco degli alunni della classe. “A cosa pensavi?”, fece Giuliano. “A Britney Spears che me la dava”, scherzai. Il mio compagno di banco mi strattonò. “Su, rispondi. Non dire cazzate”. “E va bene…” dissi, rassegnato. “Stavo pensando ad un film, che ho visto ieri sera…”. “Quale film?”. “Un film porno, <>”. Sulle labbra di Giuliano affiorò un ampio sorriso. “ Sei proprio un mito!”. Era incredibile come, asserendo di aver visto un cortometraggio decisamente hard, si potesse guadagnare il rispetto dei propri coetanei. A quel pensiero, quasi mi lasciai sfuggire una risata. “Dimmi, c’è stato del sesso a tre?”, volle sapere Luca, che aveva ascoltato la nostra conversazione. “Ma anche a cinque!!!”, risposi, ridendo di cuore. La Biagiotti calò, all’improvviso, un pugno sulla superficie della cattedra e ci puntò contro il dito indice. “ Se non fate silenzio, vi mando in presidenza”, ci redarguì. Io, Giuliano e Luca ammutolimmo all’istante, poi, a denti stretti, borbottai: “Brutta strega”. Un istante dopo, mi misi a frugare nella mia cartella ed estrassi un vecchio quaderno di algebra dalla copertina lacera e consunta. Mi feci passare una penna da Giuliano, quando mi balzò in mente un’idea. Pensai di stilare una lista con le ragazze più sexy e conturbanti della classe, dopotutto quella megera della prof. avrebbe solo spiegato: non ci sarebbero state interrogazioni… Mi sistemai meglio sulla sedia, su cui sedevo, e lasciai vagare lo sguardo per la sala. Un istante dopo, i miei occhi si posarono sul viso emaciato di Luisa Bartoli, la ragazza meno in voga e meno popolare di tutto l’istituto. Quel volto spigoloso, quel mento prominente e quel naso aquilino avevano di certo contribuito a bollarla come cozza. Decisi, quindi, che Luisa non avrebbe occupato alcun posto nella mia classifica. Seguitai a far scorrere lo sguardo per la stanza e la mia attenzione venne catturata dai lineamenti morbidi e raffinati di Lisa, la tipica ragazza acqua e sapone, dai capelli sale e pepe, dagli occhi di un azzurro penetrante e con una leggera spruzzata di lentiggini in viso. Certo, non era granché avvenente e piacente, ma… a letto era una bomba! Un anno prima ci frequentavamo e le immagini dei nostri amplessi erano ancora vivide nella mia mente: lei, così vogliosa e insaziabile, e io, così desideroso di nuove esperienze… Forse non l’avrei posta al vertice della classifica, ma, come minimo, le avrei riservato una buona collocazione…! Mi sporsi in avanti sul mio banco e, con la penna stretta in pugno, scrissi in una grafia elementare: LISA MASCIARELLI, terza classificata. Ad un tratto la prof. si alzò di scatto. Notando che indirizzava i suoi passi verso di me, mi accinsi ad appallottolare il foglio di quaderno, ma mi raggiunse a grandi falcate e, prima che potessi stracciarlo, me lo strappò di mano. Quando ebbe letto il titolo, “Le ragazze più hot di II C”, che troneggiava, a caratteri cubitali, nel bel mezzo della pagina, lasciò che il suo sguardo cadesse sul mio volto e, perplessa, scandì: “Lo sai che questo giochetto ti potrà costare una bella sospensione?”.

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