domenica 29 marzo 2009

I segreti di Laura Palmer (capitolo 3)

-Fanfiction del telefilm Twin Peaks (Canale 5, gennaio - giugno 1991), appartenente al genere what if?-
Capitolo 3
Laura si chiuse la porta alle spalle. Arricciò il naso e storse le labbra: nella sala gravava un odore stantio. Si precipitò verso l'armadio che dominava l'arredamento della stanza ed aprì la finestra che vi era accanto. Un refolo di vento giunse a scarmigliarle i folti capelli biondi. Laura indugiò un momento ad assaporare quella frizzante aria primaverile che aleggiava in città. Per fortuna sua madre era sopraggiunta proprio in quell'istante, evitandole una sgradevole conversazione e... una morte dolorosa. Stava per perdere la vita e questo pensiero non la sconvolgeva, anzi, la eccitava. Tra tutti gli uomini che l'avevano posseduta Bob era certamente quello in grado di accendere il suo fuoco. Adesso, però, trovava aberrante andare a letto con suo padre. Magari ci avrebbe fatto un pensierino. D'un tratto un rombo riportò alla realtà la giovane, che aguzzò lo sguardo e scorse James Hurley in sella alla sua moto. Quando il ragazzo accostò al marciapiede che fiancheggiava la sua abitazione, Laura si riversò in corridoio e, senza farsi notare dai suoi, si recò in giardino.
Proprio in quell'istante James smontò dal veicolo e, a passi lenti, le andò incontro. Quando la raggiunse, sfiorò le sue calde labbra in un tenero bacio. Poi si lasciarono travolgere dalla passione e presero a baciarsi avidamente. "Laura!". Un grido alle loro spalle li fece sobbalzare. "Maledizione!", imprecò la giovane sottovoce. Si volse verso il padre che li scrutava dalla finestra del salotto e sfoderò il suo miglior sorriso da brava ragazza. "Papà, ti prego. Lasciaci soli." Sulle labbra di Leland fece capolino un sorriso beffardo. "Un nuovo ragazzo, eh? Non stavi forse con Bobby Briggs?" I due lo ignorarono e si diressero, mano nella mano, verso il gazebo posto nel bel mezzo del parco antistante alla casa dei Palmer. L'uomo assestò un pugno sulla finestra mandando il vetro in frantumi, il volto livido di ira. Levò gli occhi al cielo terso, mentre gli uccelli seguitavano a pigolare. "La tua fine è vicina, puttanella".
James scostò una ciocca di capelli dal viso di Laura e gliela portò dietro l'orecchio sinistro. Le carezzò una guancia. "C'è qualcosa che ti turba?". La ragazza avvampò, poi scrollò la testa, lentamente. "Andiamo, parlamene...", la incalzò il giovane sollevandole il mento. Laura avrebbe tanto voluto vuotare il sacco, svelargli i suoi più intimi segreti, parlargli di Bob, lo spirito che dimorava nei boschi di Twin Peaks e che rendeva la sua esistenza un vero incubo. Ma non poteva: l'avrebbe messo in pericolo. La fanciulla esalò un profondo respiro e, con aria di rassegnazione, abbozzò un cenno di diniego col capo. "Mi spiace, James, ma non posso farne parola con nessuno." A quel punto il ragazzo aggrottò le sopracciglia e si drizzò in piedi. Allargò le braccia, esterefatto. "Come pensi possa funzionare la nostra relazione se mi nascondi dei segreti?!". Laura restò inerte. Mosse le labbra, ma le parole le morirono in gola. James, furente, si allontanò con passo deciso dal gazebo. "Me ne vado". La giovane scattò in piedi, una lacrima le solcò una guancia. "Non andare via! Ti prego". L'uomo, incurante delle sue suppliche, raggiunse il marciapiede che costeggiava il parco della città, montò in sella alla sua moto, avviò il motore e partì.

1 commento:

  1. Ti ho letto con piacere,
    è scorrevole. Mi piace.

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