venerdì 10 aprile 2009

I misteri di Ribera: l'incipit del mio romanzo

Ho iniziato a scrivere un romanzo, un fantasy/thriller. Protagonista è Marta Bassi, giornalista alle prime armi cui viene affidato l'incarico di seguire le indagini sugli omicidi di alcune donne avvenuti in un paese in provincia di Agrigento, Ribera. Ben presto la reporter verrà a conoscenza del nome dell'autore della carneficina e scoprirà di non avere a che fare con un comune mortale...
In questo romanzo i demoni, le forze del male sono metafora della mafia. Ho deciso di proporvi l'incipit in anteprima.
Capitolo 1
Marta interruppe la chiamata e si cacciò il cellulare in una tasca dei jeans sbiaditi. Incrociò le braccia sul petto e sbuffò. Maledizione! Quello era il suo primo vero incarico e ora stava mandando tutto a rotoli a causa delle vaghe indicazioni fornitele dal caporedattore. Aveva sempre desiderato divenire una giornalista d’assalto e ora… La ragazza serrò le labbra e faticò non poco a reprimere quell’ira che si sentiva montare dentro. E pensare che si era preparata al meglio per quell’evento… Aveva acquistato una stilo e un taccuino (dei must per un reporter) e si era fatta prestare da sua sorella un completo di tweed da sfoggiare in pubblico, di fronte agli altri redattori. Marta rivolse un’occhiata circolare alla piazzetta in cui si trovava. A chi avrebbe potuto chiedere informazioni? Chi conosceva Via Marconi? Quando scorse una gracile vecchietta acciambellata su una sedia, dinanzi all’ingresso dell’unico bar del quartiere, l’aspirante giornalista accennò un sorriso e fece per andarle incontro. D’un tratto il rombo di una vettura sovrastò le voci e gli schiamazzi gioiosi che si udivano in lontananza. Il furgoncino di una troupe televisiva sfrecciò a gran velocità lungo la strada sterrata adiacente alla piazzetta e la giovane colse al volo quell’occasione: raggiunse a grandi falcate la sua Panda e si lanciò all’inseguimento del veicolo. Dopo che ebbe affrontato una ripida salita, Marta si concesse una breve occhiata allo specchietto retrovisore per vedere se tutto fosse in ordine. Storse le labbra in una smorfia. Aveva i capelli scarmigliati. Decise che, quando avrebbe accostato, se li sarebbe sistemati. Ora la sua priorità era un’altra: cercare di non perdere di vista la troupe televisiva. Una lama di luce la colpì in pieno viso, abbagliandola. Si schermì gli occhi con una mano tenendo ben saldo lo sterzo con l’altra. Dopo un lasso di tempo, con gli occhi puntati sull’asfalto si sporse verso il mangianastri e spinse il tasto play. La candida voce di Joan Osbourne prese ad echeggiare nell’abitacolo. Marta tamburellava le dita sul cruscotto e ondeggiava la testa a ritmo di musica. Quando si accorse che il furgoncino aveva imboccato un angusto sentiero, Marta inchiodò, piegò a destra e innestò la marcia. L’auto emise un gemito prolungato. Merdoso rottame!- pensò la giovane – Aspetta che io diventi una vera reporter, poi ti sostituirò con una fiammeggiante Cabriolet! La Panda iniziò a sobbalzare sulla via lastricata e dopo alcuni istanti, inaspettatamente, si fermò. “Che diavolo…?”, fece, calando un pugno sul sedile accanto. La giornalista in erba rimase inerte a contemplare attraverso il parabrezza la troupe televisiva che si allontanava sempre più, fino a sparire tra gli alberi che fiancheggiavano la viuzza. Poi, con aria rassegnata, smontò dal veicolo. Lasciò vagare lo sguardo sulle abitazioni cadenti situate a circa un chilometro da lei. Arricciò il naso. Non credeva che lì potesse esserci una persona che faceva al caso suo, un esperto di auto, un meccanico. Poiché l’alternativa era restare accovacciata nella propria auto ad attendere che qualcuno transitasse lì, si incamminò verso quelle case malandate. La ragazza si portò una ciocca di capelli dietro l’orecchio destro e bussò insistentemente al portone d’ingresso di un’immensa palazzina, finché un uomo dalla figura prominente e dal viso pingue non andò ad aprire. “Chi è lei?”, esordì quest’ultimo con voce sprezzante, incrociando le braccia sul petto. Marta frugò nella sua tracolla alla ricerca del tesserino consegnatole dalla redazione. Non trovandolo, imprecò a denti stretti. Quindi sollevò una mano in segno di saluto e si qualificò come reporter a tutti gli effetti. L’omone sgranò gli occhi. “Lei è una giornalista?”. “Esatto”, rispose la giovane esibendo il suo miglior sorriso da brava ragazza. “E cosa ci fa qui, a Ribera?”. Marta si accigliò e assunse un’aria interrogativa. “Ma come, non sa nulla dell’omicidio avvenuto in centro?”. Di colpo l’uomo si illuminò in volto. “Ah, sì, l’omicidio! Che tragedia…”. La giovane reclinò la testa all’indietro. “Non era mai accaduto nulla di simile prima d’ora?”. Il signore abbozzò un cenno di diniego. “No”. Poi si fece da parte e indicò una vasta poltrona in pelle nera alle sue spalle. “E’ venuta per rivolgermi delle domande? Vuole entrare…?”. Marta lo interruppe levando una mano in aria. “Ero venuta per chiederle un passaggio. Vede, la mia auto non ne vuole sapere di ripartire. Ma… visto che ora sono qui, approfitto della sua gentilezza e le chiedo un bicchiere d’acqua: sa, c’è un caldo soffocante! E…”. “Sì?”, la incalzò, mentre attraversava rapidamente il vestibolo. “…ha un bagno?”. L’uomo annuì con un unico, impercettibile cenno del capo, posando nuovamente lo sguardo sulla ragazza. “E’ in fondo al corridoio”. La reporter tirò un sospirò di sollievo, si terse la fronte madida di sudore col dorso della mano destra e avanzò lentamente all’interno della stanza, con aria circospetta. L’arredamento era costituito esclusivamente da mobili antichi, poltrone consunte poste negli angoli della sala e ritratti di donne anziane che tappezzavano le pareti granulose. Pessimo gusto. Quando scorse il signore che si dirigeva verso di lei con un bicchiere d’acqua, trasalì. “Qualcosa non va?”, fece, sollevando un sopracciglio. La donna si mise una mano sul petto e si impose di darsi una calmata. Tese una mano per afferrare il bicchiere d’acqua ghiacciata che l’uomo le porgeva, se lo portò alle labbra e mando giù una lunga sorsata. Per un poco il caldo opprimente parve attenuarsi. Provò una piacevole sensazione di benessere.

2 commenti:

  1. Andrea ti chiediamo di pubblicare questo post...grazie

    ABBIAMO BISOGNO ANCORA DI UN AIUTO DA TUTTI VOI.....PUBBLICATE QUESTO POST NEI VOSTRI BLOG.

    C'E' UNA RAGAZZA DE L'AQUILA CHE SI CHIAMA MANULA, RIMASTA SENZA CASA E CHE ORA DORME IN MACCHINA, CHE HA BISOGNO URGENTEMENTE DI UNA ROULOTTE O CAMPER PER LA MADRE.
    LA SIGNORA HE TRE CANI E QUINDI LE E' VIETATO PORTARLI NELLA TENDOPOLI.
    QUESTO COMPORTEREBBE ALLA SIGNORA L'ABBANDONO DEI PROPRI CANI DAI QUALI NON SI VUOLE ALLONTANARE ESSENDO TRA I POCHI AFFETTI CHE ANCORA POSSIEDE NON AVENDO PIU' UNA CASA.
    CHIUNQUE DI VOI SIA DISPOSTO A PRESTARLE UNA ROULOTTE O UN CAMPER
    O CHIUNQUE DI VOI CONOSCA QUALCUNO DISPOSTO A FARLO
    CHIAMI A QUESTO NUMERO METTENDOSI IN COTATTO CON MANUELA: 328-7069562


    GRAZIE A TUTTI ANTICIPATAMENTE
    RICORDATEVI CHE ANCHE GLI ANIMALI SONO ESSERI VIVENTI.

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  2. Ciao Andrea,
    ho inserito la richiesta di aiuto nel mio blog
    http://blog.libero.it/Animafelix/6887203.html

    Buone fatte feste!
    Alessandra

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