giovedì 2 aprile 2009

I segreti di Laura Palmer (capitolo 4)

-Fanfiction del telefilm Twin Peaks (Canale 5, gennaio - giugno 1991), appartenente al genere what if?-
Capitolo 4
Laura percorse quel breve tratto di strada che la separava da villa Hayward. Quando si trovò nel cortile della casa di Donna, prese a bussare insistentemente al vasto portone d’ingresso. Dopo un lasso di tempo, l’esile figura del padre dell’amica apparve sulla soglia. “Laura, tutto bene?”, fece l’uomo col suo solito tono pacato. La giovane si asciugò istintivamente col dorso di una mano le lacrime che le rigavano il viso spigoloso. Sospirò e accennò un sorriso. “Sì, grazie. Donna è in casa?”. William Hayward rimase immobile per qualche istante, un’espressione colma di preoccupazione stampata sul viso pingue. “Sì, dovrebbe essere nella sua stanza”, disse con voce esitante, facendosi da parte. La ragazza avanzò all’interno del vestibolo lentamente, poi salì una rampa di scale e si ritrovò in un lungo corridoio immerso nella penombra. Tempestò di pugni una porta e subito si udì una voce femminile. “Avanti!”. Laura fece il suo ingresso nella stanza dell’amica e andò a rannicchiarsi sul letto che torreggiava al centro. Tirò su col naso, poi scoppiò in un pianto dirotto. Donna le si fece vicina, le sedette accanto e l’abbracciò, posandole un affettuoso bacio sulla guancia sinistra. “Che hai? Ehi, tesoro, che ti succede?”.
La fanciulla l’attirò nuovamente a sé e la strinse vigorosamente. “Oh, Donna. È tutto così… orribile… raccapricciante…”. L’amica le carezzò una guancia. Dopo prese a scompigliarle la chioma bionda. “Ti va di parlarmene?”. “Se lo facessi, ti metterei in pericolo”. Un brivido serpeggiò lungo la schiena di Donna. “Ma che dici?! Non puoi esserti messa in guai seri… dico bene?”. Laura la scrutò in volto, a lungo. “Ho bisogno di chiederti un favore…”. La giovane dai folti capelli neri, che le cadevano rigogliosi sulle spalle, ricambiò il suo sguardo e un guizzo attraversò il suo viso. “Ma certo. Tutto quello che desideri…”. “Potresti prestarmi la Magnum calibro 38 di tuo padre?”, chiese come fosse la richiesta più normale del mondo. Un’espressione incredula si dipinse sul volto di Donna Hayward. “Ma… ti ha dato di volta il cervello?”. Laura giunse le mani e assunse un tono supplichevole. “Ti prego, ne ho davvero bisogno. Non sono impazzita”. “A cosa ti serve?”. La ragazza scrollò il capo. “Non posso rivelartelo”. A quel punto un silenzio tombale calò nella sala e poco dopo Donna lo ruppe: “E va bene, ma giurami che non farai sciocchezze!”. “Promesso!”, rispose Laura, divenendo di colpo raggiante.
Leland osservò l’immagine di Bob riflessa nello specchio del salotto, le labbra distorte in un ghigno. Questa sera la violento e poi la faccio fuori, pensò. D’un tratto la porta della stanza si aprì con un debole cigolio. L’uomo si voltò e scorse sua figlia. Impugnava una pistola. “Cosa hai intenzione di fare?”, chiese, la voce incrinata. “Lo sai perfettamente… Bob”. Un sorriso fioco increspò le labbra di Laura, che puntò il revolver contro il padre. Leland si sentì mancare, aveva la sensazione che le gambe stessero per cedergli, il fiato corto. L’aveva smascherato. “Non… non puoi uccidermi dopo tutto quello che c’è stato fra noi!”. La ragazza chinò il capo di lato. “E’ vero, il sesso è stato fantastico, non lo nego. Ma adesso basta: io voglio una relazione stabile e non con un demone. A causa dei miei torbidi segreti l’unico ragazzo che mi abbia mai amato mi ha mollata”. Un istante dopo Laura aprì il fuoco.

2 commenti:

  1. Ciao perdonaci l'intrusione... ma siamo abruzzesi.. forse sai quello che è successo stanotte da noi....siamo ancora profondamente spaventati da quello che è successo e intristi per quello che sta accadendo nella nostra regione... APPROFITTIAMO ANCHE DEL TUO BLOG X CHIEDERE A TUTTI DI AIUTARCI.......DONATE IL SANGUE SE POTETE O INVIATE COPERTE E CIBO ALLA CROCE ROSSA....PUTROPPO LA SITUAZIONE E' ASSOLUTAMENTE TERRIBILE DA SOLI NN CE LA POSSIAMO FARE...GRZ A TUTTI

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  2. Anch'io sono abruzzese. Dove vivete?

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