venerdì 12 febbraio 2010

Andrea Cinalli Vs. fiction italiana. Primo round.

Accidenti! E' già passato un mese dall'ultimo post!
Vi sarete certo stancati di farmi visita nelle ultime settimane e trovare sempre lo stesso, identico post...
Va bé, spero di farmi perdonare al più presto. Il fatto è che gli impegni scolastici mi hanno tenuto lontano dall'otium letterario, anche se nel tempo libero ho lavorato a qualcosa che credo possa definirsi romanzo... Non l'ho ancora terminato, per carità.
E poi la collaborazione con Series Magazine procede bene. Sono davvero contento che mi affidino più di un pezzo al mese: amo le serie televisive, come ben sapete, e potrei parlarne e scriverne a lungo! Oh, quanto mi piacerebbe svolgere la professione dello sceneggiatore!!!
Scrivere un telefilm tutto mio: il Lost (ma anche il Twin Peaks) con la pummarola in coppa! Sarebbe stupendo. Ho già in mente i protagonisti, l'ambientazione... Peccato che non trovi il coraggio di buttar giù un soggetto e inviarlo a una casa di produzione cinematografica. A volte, penso sia un'idea assurda (ma secondo te mo' ti fanno fare 'na serie tv?), che non piaccia a nessuno, che sia ridicolo. Troppe pippe mentali?
Senza contare poi che qui in Italia un serial così sarebbe irrealizzabile. Le interviste ai produttori parlano chiaro: i telespettatori non sono pronti per serie impegnative, preferiscono la "semplicità". Se per semplicità intendono quella pattumiera (le fiction di RaiUno e Canale 5) propinataci nelle prime serate, mi verrebbe da vomitare. Sì, dar di stomaco: perché è squallido che sceneggiatori e attricette appena uscite dalla casa del grande fratello (no, niente maiuscole), senza sapere un tubo di recitazione (è un'arte, ricordiamolo!), vengano pagate profumatamente per mettere in scena storie stupide, di cui già immagini il finale (il classico happy ending).
Vogliamo parlare dei dialoghi??? Nelle fiction si esprimono continuamente con frasi del tipo "Come hai potuto farmi questooooo???". Oppure: "No, ti prego, non lasciarmiiiiiii!!!". Condite ovviamente con troppa, troppa enfasi!
Aggettivo più calzante di banale non c'è per definire la serialità italiana. O meglio, come mi piace chiamarla: accozzaglia di assurdità.
Se i produttori italiani ritengono che le tv generaliste debbano educare il pubblico, bene: iniziamo da subito! Per fortuna Sky si è già mobilitata: ha infatti sfornato gioiellini come Boris, Non Pensarci e Romanzo Criminale. E il nuovo Twin Peaks? Lo produrrò io! ;)

2 commenti:

  1. Sai che anche a me piacerebbe scrivere una serie tv tutta mia? Anch'io ho come sogno quello di diventare una sceneggiatore e scrivere il nuovo LOST!! :p Ho provato a scrivere un episodio pilota ma, anche se l'inizio mi piace, credo di non essere riuscito a continuare in modo dignitoso e tempo di essere sfociato nella soap-opera!!!
    Va ba': magari, in un futuro, potrà nascere una collaborazione e diventare insieme sceneggiatori come JJ e Damon! ;)
    Giuseppe Sambuco

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  2. Non bisogna mai abbandonare i propri sogni. E se sei abbastanza forte di carattere, un giorno potrò dire: "Io quello lo conosco!" :-)))

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