venerdì 15 febbraio 2013

Amare la Coinquilina di Merda si può



Brutta storia quella della convivenza fra estranei. Apponi qualche firma sul contratto d'affitto con un sorriso a trentadue denti, fai la conoscenza del coinquilino, di primo acchito ti sembra un tipo a posto. Una stretta di mano per suggellare quella potenziale amicizia, e via: già ti brulicano in mente immagini di feste che organizzerai, pregustando pure giornate spensierate all'insegna di ozio e (poco) studio. Peccato, però, che l'idillio si dissipi subito: appena varcata la soglia d'ingresso e stabilitisi finalmente nell'appartamento, le fantasie iniziali vanno a cozzare con la dura realtà, realizzando come quella parvenza di cordialità non collimi affatto col temperamento del coabitante.
È una realtà a noi familiare quella attorno a cui gravita “Don't Trust The B**** in Apt 23”, sit-com in onda sulla FOX nostrana che si incentra sulla convivenza fra due perfette sconosciute.
In veste di co-protagonista svetta June (Dreama Walker), giovane e fresca di laurea che dall'Indiana approda nella Grande Mela col cuore traboccante di speranze. Insomma, quel tipetto ingenuo che guarda ancora alla metropoli come luogo saturo di opportunità, nel quale è ancora possibile conseguire l'incarico dei sogni con uno schiocco di dita, in barba a un mercato lavorativo che lascerebbe scampo a pochi.
A condividere con lei lo scettro di protagonista è Chloe (Krysten Ritter), la 'bitch' del titolo, ovvero una spumeggiante party girl che si trastulla con aperitivi e serate in locali esclusivi. Smaliziata, cinica e viziata, si getta a capofitto di quasivoglia avventura le si profili all'orizzonte, spesso cacciandosi in guai in cui trascina chiunque le sia accanto. Quando incontra June per la prima volta, offrendole una stanza nel suo appartamento, tiene a freno l'esuberanza, mostrandosi pacata e millantando conoscenze nel mondo dello showbiz. La povera malcapitata, di fronte al suo idolo adolescenziale, James Van Der Beek, volto di Dawson's Creek nonché miglior amico dell'algida newyorkese, non può che capitolare e accetta di buon grado la proposta. Ma presto quello che riteneva la realizzazione di un sogno sfocia in un incubo: condizionata dalla sua stravaganza, June si trova invischiata in tutte le sue strampalate iniziative, dall'adozione di una ragazzina che Chloe possa sfruttare come segretaria fino alla separazione dei genitori. Vicende che se sulla carta potrebbero assumere contorni tragici, nel telefilm vengono tratteggiati con risvolti esilaranti, dando luogo a carrellate di siparietti spassosi.
Tutto merito di Krysten Ritter (“Veronica Mars”, “Una Mamma per Amica”), che, forte di quell'espressione furba perennemente dipinta negli occhi, il ruolo della coinquilina bastarda ce l'ha cucito addosso; e dell'autore Nahnatchka Khan, che, fattosi le ossa con “American Dad” e “Malcolm”, mette in campo una scrittura ironica e dissacrante, mai tediosa.
Un serial per autentici estimatori della comedy a stelle e strisce e che per ogni studente fuori sede nelle medesime condizioni assurge a guida di sopravvivenza da cui carpire trucchetti e malefatte. 

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