giovedì 13 agosto 2020

"Damages" colpevole di essere un thriller potente

Non ci sono più i thriller di una volta. Sembra manchi il coraggio di creare qualcosa che, valicando convenzioni e immaginari consolidati, spiazzi il pubblico. I thriller di oggi - non tutti, per carità - vogliono stupire e scioccare riproponendo schemi scenici che hanno fatto la fortuna di produzioni passate e che oggi, usurati, non funzionano più (Mr Mercedes 2, vogliamo parlarne? Le Regole del Delitto Perfetto, non hai niente da dire a tua discolpa?). La chiave del successo - sempre, in qualunque caso - è nell'azzardo ma molti produttori sembrano dimenticarselo. 

Allora preferisco vedere i thriller di un tempo. Damages (FX-DirecTV, 2007-2012) è esattamente quello che cercavo. Elegante, raffinato e costruito come un cubo di Rubik. Protagonista è Patty Hewes (Glenn Close), una delle avvocatesse più potenti di New York, che per vincere i suoi casi è disposta persino a violare la legge. La storia comincia quando presso il suo studio viene assunta Ellen (Rose Byrne), tipa sveglia e intelligente che subito viene promossa a stretta collaboratrice. Il rapporto fra le due donne diventa l'anima della serie. Si odiano, si ammirano e si osservano per carpirsi a vicenda talenti e capacità. Sono anime gemelle ma senza le stronzate sull'amore. 

Poiché gli autori - Todd A. Kessler, Glenn Kessler e Daniel Zelman - non ritenevano sufficiente l'equilibrio cangiante del loro rapporto per sorreggere tutto l'impianto narrativo, hanno pensato - ecco l'azzardo, all'epoca lo era davvero - di spezzettare la linearità delle storie con dei flashforward inseriti qua e là sul caso che le due ogni stagione vanno seguendo. L'effetto che ne consegue non è dissimile da quello della bomba sotto il tavolo di Alfred Hitchcock. Sappiamo che le due protagoniste arriveranno di volta in volta sull'orlo di un tracollo psicologico, sul punto di commettere un delitto e sul punto di tradire l'altra, ma non sappiamo come. E' nel come che si nasconde il fascino del telefilm. Il come è la bussola che ci guida lungo i tredici episodi di ogni stagione. 

"Damages" è andato in onda per tre season sulla FX, che nel 2010 l'ha cancellata. E' andata avanti ancora per due anni su DirecTV, ma il passaggio di rete ha comportato un leggero indebolimento delle sceneggiature: se nelle prime tre stagioni ogni flashforward constava di tre diverse scansioni così da dare allo spettatore il tempo di assorbire tutta la suspance e lasciarsi sopraffare dalla domanda centrale sollevata a inizio stagione, nella quarta scorre tutto molto più rapidamente. Il cambiamento, tuttavia, non intacca il fascino generale del prodotto. A molti sarà addirittura passato inosservato. 

La mia sentenza, quindi, è che siamo davanti a un grande telefilm e se non l'avete ancora visto vi condanno tutti a recuperarlo. 

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