martedì 4 agosto 2020

La celebrazione del nuovo, il funerale del vecchio


Oggi ho pensato di fare qualcosa. Qualsiasi cosa. Tipo dare una nuova direzione alla mia vita. Mi sono chiesto: che direzione? La mia vita non ha mai camminato su binari precisi: perché iniziare adesso? La mia vita è l'equivalente di un annaspare alla cieca, andare a cozzare contro qualcosa, fare "ahi" per la botta e procedere oltre, nella paura del prossimo ostacolo.
Una direzione - una qualunque - saprebbe di stabilità. E stabilità significa non poter fare più il cazzo che mi pare, avere rispetto per gli altri e per me stesso (niente più cibo di notte, niente più sesso occasionale con gli sconosciuti).
Ho pensato alla possibilità di un compromesso fra questa direzione nuova e rivoluzionaria e la vita finora condotta e ho scoperto che non è possibile: sarebbe come abitare una contraddizione, essere giorno e anche notte, essere un punto esclamativo ma anche un moscio punto definitivo. Per cui: se imbocco una direzione, che sia davvero quella.
E allora d'accordo, va bene. Si cambia vita, addio tutto. Benvenuto nuovo me, addio vecchio me. I telefilm americani mi hanno insegnato che questa fase di rinnovata autocoscienza comincia con un nuovo taglio di capelli, con le mani impazzite che gettano in un secchio della spazzatura tutto quello che sugli scaffali della camera sia riconducibile al Marilyn Manson che sono stato. Ma è una fase che richiede un sacco di energie, quindi la salto.
La nuova direzione richiede che io sia disponibile e aperto verso gli altri come un receptionist di albergo sensibile al trillo del campanellino. Ossia: che quando mi si chiama dai recessi di casa, io risponda giulivo e accorra con un sorriso a fior di labbra, senza neppure accarezzare il desiderio di una protesta. Ma la mamma chiama e la faccia mi si accartoccia come un foglio di carta nelle mani di Giovanni Muciaccia (Direzione 0 - Vecchia Vita 2).
La nuova direzione impone la ricerca di un lavoro, ma leggere gli annunci su Jobsubito è sconfortante: significa confrontarsi con i percorsi di laurea scartati quando, giovani e salubri, si credeva di poter fare tutto quello che si desiderava, ché tanto si avrebbe avuto il mondo ai propri piedi. (Direzione -1 - Vecchia Vita 3).
E allora da dove cazzo comincia questa nuova direzione? Comincia qui, da questo blog, con una presenza più massiccia. (Sempre che ne abbia voglia, perché se mi stufo che vinca la vecchia vita, scusate e arrivederci).

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