giovedì 17 dicembre 2020

Dacci oggi le nostre notifiche quotidiane


Il cellulare è l’unica ancora che ci tiene saldi alla società. È una lenza buttata giù, nel mare pieno di detriti di un Titanic affondato, a cui i pesci abboccano di continuo. La gente viene chiamata in ogni momento del giorno e spreca tutti i minuti dell’offerta telefonica. La gente chatta e si rende conto che le emoticon sono una sintesi perfetta delle sue espressioni e che rinunciare a vedersi non è poi tutta questa fine del mondo (pardòn).
Il cellulare ha imposto una nuova grammatica delle relazioni. Chi non la conosceva ha fatto i corsi di recupero. I nonni si sono fatti istruire dai nipotini, che per spiegare quanto sia sbagliato pubblicare foto di panorami senza aforismi si sono tirati fuori similitudini degne del miglior Bukowski avvinazzato. Le mamme, con una marcia in più, hanno visto i tutorial su Youtube dai computer accesi dai figli e hanno trasferito su un quadernino tutte le istruzioni di una vlogger brava a fare l’imitazione della Carrà. I gggiovani hanno continuato a fare quello che hanno sempre fatto: cambiare le foto profilo sui social, pubblicare canzoni d’amore e risultare patetici agli occhi di chi sono convinti di amare.
Nessuno vuole restare indietro, tutti vogliono essere un brufolo sul nuovo volto della società. Quindi viva il cellulare e la nuova schiavitù che ci impone. Viva le relazioni che si nutrono di sole parole come in una tragedia shakespeariana. Viva la notifica come nuova religione e nuova morale.
Raccontami com’è uscita la lasagna, dimmi se il primo strato s’è bruciato. Dimmi come hai fatto a passare l’esame di biologia leggendo gli appunti appiccicati al muro senza che il professore si accorgesse di nulla. Spiegami come si apre un profilo su Facebook ché ho bisogno di stare in contatto con le persone che odio e deriderle per le gaffe virtuali.
Se il mondo di prima era fallo-centrico, questo è sicuramente I-phone-centrico. Qui, ora, il sesso è superato. L’unico rapporto ammesso è quello fra la mano e la parte intima, ma ci siamo tutti accorti che c’è molta più passione in quello fra la mano e una tastiera. Il vero orgasmo è ricevere venti like a un post su Facebook, l’orgasmo originale è solo una faccenda poco igienica che va sbrigata in fretta, se proprio non si sa resistere a questa debolezza carnale che oggi francamente appare solo imbarazzante.
Il cellulare è anche motore di opportunità. Si trovano offerte di lavoro a distanza che possono portarti cinque euro sul conto Paypal e permetterti di venire celebrato su Facebook come “Social Media Coso”. Hai il lusso di un’etichetta english che sa di figo e la possibilità di comprare su Amazon il cd delle Lollipop. Se invece ti va male, hai sempre qualcosa di cui lamentarti sui social.
C’è chi sbandiera una fiera opposizione alla dittatura del telefonino parlando di film fantascientifici diventati realtà, ma lo fa sempre da Facebook Mobile, guadagnandosi la stessa credibilità del mago Otelma quando con gli occhi chiusi dialoga con l'aldilà.
Inutile resistere, inutile scappare. Non sei nulla senza cellulare.

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